Fender musicmaster bass

 

 

 

 Fender musicmaster bass

 

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La Fender music corporation sempre attenta alle esigenze di tutti i musicisti non poteva farsi scappare la clientela dei chitarristi che si approciavano al basso e quella diciamo minorenne per quanto riguarda gli strumenti elettrici ed in particolare il basso, tutto ciò prese forma nel lontano 1971 con la creazione di una linea di strumenti chiamati "musicmaster" (già presente dal 56 per le chitarre) indicati proprio per chi voleva cominciare, linea discontinua realizzata fino al 1981 (perchè fino all' 81? Perchè poi hanno realizzato gli Squier...), semplici, il basso a scala 30 adatto alle mani piccole come la chitarra che era una tre quarti, il classico oggettino che il papà americano, magari musicista, poteva regalare al figliolo senza spendere un capitale, per invogliarlo a suonare e facilitarlo nell'apprendimento grazie alla scala ridotta.

Creato ad immagine e somiglianza del Mustang ha avuto un discreto successo grazie soprattutto alla facilità di utilizzo ed ha un prezzo veramente competitivo.

Realizzato in America si avvale di molta componentistica della produzione di quegli anni, elettronica e body condiviso con il Mustang, pick-up condiviso con il 6 poli della chitarra (ovviamente adattato), finiture ridotte all'osso e manico a scala corta precisamente 30 il più corto mai prodotto da Fender (come del resto il Mustang).

Nasce inizialmente come modello veramente molto molto scarno, con componentistica di bassissimo livello ma negli anni viene nobilitato dall'uso di pezzi sempre più condivisi con bassi di fattura superiore.

La verità è che si trattava della scelta povera adatto a chi voleva cominciare, la realtà è che ha avuto un indiscusso numero di estimatori che lo hanno apprezzato anche per la sonorità particolare che il pick-up riesce a dare, a dirla tutta non mi sarei mai aspettato un suono così prima di provarlo.

Body in ontano offset con verniciatura bella spessa in poliestere bianco (attualmente ingiallito), c' erano solo due colori oltre a questo, il nero e il rosso,  difficile distinguere i pezzi di legno che compongono il body, nonostante sia condiviso con il Mustang lo scasso del pick-up è differente ed anche le finiture lo sono, in pratica ad uno strumento già semplice hanno tirato via il fronzoli e semplificato ulteriormente l' insieme.

Il ponte è in lamierino piegato, originale per il modello, molto semplice, le sellette sono doppie nel senso che due corde condividono la stessa selletta, difficoltosa l'intonazione perchè in questo modo non è perfettamente regolabile, ma c'è da dire anche che più della metà dei bassisti non viaggiano intonati per cui alla fine male da poco.

Battipenna in tre strati sul quale è stato fissato il pick-up è tutta l'elettronica per rendere ancora più economico l'assemblaggio, nella parte alta è stato inserito un appoggia dito, comodo ed è ancorato sul battipenna non sul legno, anche le viti a testa piatta sono pensate per essere il più economico possibile, nel retro del body la placca ha la classica f logo della casa con guarnizione in plastica tipica della fine degli anni 70, anche questa ha subito la modifica nel corso del tempo, infatti prima del 75 la guarnizione in plastica non c'era.

Manico in acero, tastiera in palissandro caratteristiche classiche di tutti gli altri Fender tradizionali, scala 30 corta, meccaniche dedicate all'inizio della produzione (orrende) e sostituite in corso d'opera con quelle del Mustang, sicuramente più performanti, tastiera solo in palissandro con dot bianchi, il manico visivamente risulta un po' tozzo poiché la paletta non è stata dimensionata con la lunghezza, capotasto in plastica, non è una piuma come ci si potrebbe aspettare visto le dimensioni più ridotte (3,2 kg).

Il suono è particolare, qualcosa di personale c'è, profondo, sembra leggermente distorto, ha un punch tutto suo, forse è la caratteristica più particolare ed interessante di questo strumento, perché in effetti dice qualcosa di diverso, poi può piacere o no, ma se dovessi tenerlo l'ultima cosa che farei e sostituire il pick-up con uno più performante.

Intendiamoci non è un suono esplosivo, versatile e tipico di alcuni successi di casa Fender, ma è coerente con la filosofia dello strumento.

In conclusione: strumento particolare se vi piace la scala ridotta potrebbe essere una scelta inusuale, ma anche azzeccata, il suono non è versatile c'è solo un pick-up, ha il fascino vintage dei bei tempi che furono, ma se devo dire che vale i soldi a cui lo propongono in molti direi una grossa bugia, è uno strumento economico e deve costare meno rispetto ad un attuale american standard usato altrimenti si paga solo la patina vintage.

Veniva corredato da una custodia dedicata, in questo caso dispersa nei meandri del tempo…

P.S. a chi non interessa l’ affascinante patina vintage è stato fatto un modello molto molto simile chiamato Squier Bronco Bass e sempre della Squier c’è anche la serie musicmaster (discontinua), molto carino il modello “VISTA” con paletta in tinta…forse realizzato anche meglio del nonno americano…

 

20170803_220454.jpg20170803_220504.jpg20170803_220509.jpgFenderMusicmasterBassPL1976-1.jpgFenderMusicmasterBassPL1976-2.jpgIMG_0959.JPGIMG_0960.JPGIMG_0961.JPGIMG_0962.JPGIMG_0963.JPGIMG_0964.JPGIMG_0967.JPGIMG_0968.JPG

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