Warwick streamer stage1

 

 

Warwick Streamer stage One

 

http://www.warwickbass.com/en/Warwick---Products--Instruments--Pro-Serie---Teambuilt--Pro-Serie---Teambuilt--Streamer--Streamer-Stage-I--4-string--Pictures.html

 

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Famosa in tutto il mondo e ricca di seguaci e ammiratori la Warwick apre i battenti nel 1982, il progetto voluto da Hans Peter Wilfer, fondatore del marchio e figlio di Fred il fondatore del frand Framus, già sdoganato dalla fine degli anni 50 come marchio di chitarre conosciute in tutto il mondo ed apprezzate anche in USA.

L'inizio è abbastanza lento nel senso che la produzione sia attesta, con il primo modello assoluto, il Nobby Meidel di ispirazione Steinberger, sulle 70/80 unità all'anno, però viene notato dal pubblico per innovazioni originali e qualità costruttiva anche se l'originalità non è il suo forte.

Nasce lo Streamer nel 1984 in collaborazione con il designer e fondatore dell'omonima casa produttrice Ned Steinberger che riprende pesantemente le linee dello Spector NS (disegnato sempre da lui) e ne ricalca Il design, tanto che la Warwick sarà citata a giudizio (e perderà la causa) da un tribunale americano per plagio.

L'esperienza maturata, la possibilità di reperire legnami non convenzionali e la lungimiranza di Wilfer però portano ad una rivisitazione del design per renderlo più personale ed a partire dal 1985 lo Streamer arriva ad identificarsi non più come clone ma come punto di riferimento che continua tutt'oggi a mietere successi nelle vendite.

Il modello in prova è del 1987 e si chiama stage one, appena lo si guarda il concetto è evidente, estrema cura nell'assemblaggio, all'epoca interamente artigianale, legni selezionati e di prima qualità, design aggressivo ma pulito e componentistica ricercata sia nel design che nella qualità, in una parola un capolavoro...

Il modello definitivo e riconoscibile dal family feeling arriverà solo nel 1989 quando sarà installato il ponte Alembic style, i frets color ottone e le meccaniche tipiche warwick, prima su licenza schaller, il tutto assemblato in West Germany come si evince dalla scritta Incisa sopra il "primordiale" coperchio del vano dell'elettronica.

Body in anegre wood (noce tanganica) africano, due ali che si incollano alla sezione neck-through del manico composto sempre da noce e wengè (altro legno africano) che successivamente sarà un segno distintivo degli strumenti Warwick specialmente nel Thumb, il tutto lavorato con maestria, ad una distanza di più di 30 anni ancora in ottime condizioni, la finitura è ad olio e la superficie deve essere trattata almeno un paio di volte all' anno con cera d'api per proteggerla dall' usura e dai segni del tempo.

Incastonati nel body si trovano il ponte schaller 3D personalizzato con la scritta Warwick, dorato che però negli anni ha ceduto un po' del suo splendore e attualmente non disponibile come ricambio con logo Warwick, ma comunque facilmente reperibile nella versione no logo, che però dona allo strumento una patina coerente con la sua età, i pick up in configurazione PJ (ti piace vincere facile) soluzione non così scontata per l'epoca, EMG attivi corredati di elettronica nell'ampio vano Mec attiva a due vie con pila da 9 volt (visibile nel retro lo slot dell' alloggiamento e le 4 manopole dorate (anche quelle) del controllo volume, blend, alti e bassi.

Nonostante la linea della paletta sia cambiata il body è veramente molto molto simile allo Spector anche se l'uso dei legnami e della componentistica lo rende riconoscibile a colpo d'occhio.

Il manico è laminato in cinque sezioni di wengè e noce in contrasto tra loro e veramente molto belle e caratteristiche, scala 34, tastiera in ebano a due ottave e frets in acciaio jumbo (la scelta di quelli color ottone e successiva), i dots (segnatasti) sono in madreperla e il capotasto è in ottone massiccio, paletta di design Warwick con W in madreperla incastonata nella solita finitura color grafite del fronte della paletta dove si nota il copri truss rod in plastica con logo e nome del modello e le quattro meccaniche Warwick anche queste Schaller come il ponte, dorate, anche queste hanno risentito degli effetti del tempo, sono però ancora reperibili come ricambio ma non con il logo warwick.

Pesantuccio, siamo intorno ai 4,3 kg, ma considerato l’ uso dei legni e la maneggevolezza dello strumento non si notano neanche tanto.

Il fascino del sistema neck-through e del legno di wengè è indescrivibile, a poro aperto e trattato ad olio lo senti mentre suoni sotto le dita ed è come accarezzare un ramo di un albero senza trucco di vernici e patatine strane, sensazioni che è rara da trovare specialmente negli strumenti odierni.

Il vano dell' elettronica è corredato da 5 viti innestate in delle femmine di ottone e non direttamente avvitate sul legno, è schermato con un abbondante mano di vernice alla grafite, la componentistica elettrica è ordinata.

Il suono è sorprendente nel senso che ci si aspetta molto, ma i pick up EMG spingono ancora di più, attacco deciso, acuti taglienti e una pienezza di toni medi veramente invidiabile, il pick-up al ponte tuttavia (e logicamente) risulta un po' sbilanciato rispetto allo split precision al manico ma interagisce con quest'ultimo in maniera ottima, suono gonfio specialmente per lo split, caldo, definito e pulito per il single coil.

Strumento ideale per chi si deve far sentire molto, consigliato per chi suona rock, hard rock, Heavy e tutti quei generi che richiedono velocità, definizione, attacco e soprattutto potenza e volume, ottimo nello slap, ma anche suonato a plettro.

Nonostante tutto, vista la versatilità e la possibilità di una regolazione veramente millimetrica, viene usato anche da chi suona jazz e fusion, anche se la mia personale scelta per eseguire questi generi vedrebbe più indicati i pickup MEC.

Anche a distanza di anni è possibile reperire quasi tutti i ricambi, sperando di non averne mai bisogno, che comunque sono abbastanza costosi.

Per chi cerca un PJ un po' fuori dal coro è uno strumento consigliatissimo, molto versatile e con una storia, le quotazioni sono abbastanza alte ma si rivende sempre e mantiene il valore nel tempo anzi lo alza.

Se invece lo volete nuovo, preparatevi a sborsare una bella cifra (neanche poi così fuori dal coro visti gli ultimi listini degli americani)… di custom shop preparatevi a vendere un rene…

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