Eko violin vintage walnut

 

Eko Violin vintage walnut

 

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 A volte ritornano ma non è detto che sia un successo scontato, sulla scia della moda del vintage Eko propone nel 2012 a quasi 50 anni dal modello 995,  questa onesta riproduzione che imbracciata è a metà tra un giocattolo ed uno strumento dal quale, a dirla tutta, si rimane affascinati come quelle riedizioni delle belle cose di una volta.
 La Eco con il 995 bass si  proponeva come diretta concorrente al hofner Violin Bass (o Beatles bass) e offriva ai neofiti dell'epoca che iniziavano ad imitare i colleghi soprattutto inglesi, questo strumento somigliante ad una viola, progettato e realizzato in Italia.
 A prima vista c'è qualcosa che appare un po' sconcertante specialmente quella paletta ritorta con quella E sembra più un sigillo, per giunta non ha nessuno scopo se non quello estetico abbastanza discutibile, realizzato in Cina è chiamato Viola Bass vintage walnut è offerto solo in questo colore (che onestamente di walnut cioè noce non ha niente), ed onestamente come materiali e cura nella realizzazione siamo molto lontani dal modello originale realizzato in Italia in un momento in cui la Eko risultava una risorsa nazionale insieme alla Farfisa (anche lei marchigiana) nell'ambito della produzione di strumenti musicali nell'epoca della cosiddetta musica beat.

Oggi la storia è cambiata, queste forme nonostante siano un evergreen vanno comunque valutate bene in una produzione di massa in quanto, come già provato in altre esperienze (col senno di poi anche in questa), potrebbero essere un fiasco completo, per cui vengono di solito affidati alla produzione orientale (leggi Cina e Indonesia) per avere costi molto bassi ed allettare il nostalgico oppure l'appassionato con prezzi al dettaglio molto interessanti.

Si tratta di un semi hollow body per cui uno strumento semi acustico, anche se c'è da dire che acustico non suona quasi per niente (come del resto la maggior parte degli strumenti semiacustici), il materiale che lo compone è probabilmente laminato per tenere i prezzi rasoterra cioè strisce di materiale (probabilmente) in fibra di legno che sono molto simili a quelle di finitura dei ripiani della vostra cucina, verniciate con una patina abbastanza spessa per dare una parvenza di solidità (tradita però dal peso), interno al body c'è un blocco in legno che fa un pò di massa, abbellisce il tutto un binding color avorio discretamente posato, ponte tail piece in metallo cromato dove sono ancorate le corde ed è composto da una parte mobile in legno appoggiata direttamente sul body (sembra palissandro ma probabilmente è solo colorato così) che si alza e abbassa, regolabile tramite due ghiere in metallo poste ai lati che aiutano a trovare l' altezza giusta delle corde, due humbuckers schierati tipo Jazz Bass regolati da volume e tono generale, il selettore pickup è posto nella parte superiore del body, tipica forma della viola in cui una delle aperture è parzialmente coperta da un battipenna il materiale laminato che sembra palissandro, manico in acero (ma potrebbe essere anche mogano) tre pezzi, scala 30 (corta), 22 tasti molto sottile e maneggevole, paletta in tinta e manico verniciato anche nel retro, binding, placca di ancoraggio body/manico in metallo cromato con logo che incorpora anche il supporto per la tracolla, inserto sulla paletta con caratteristica forma tipo tubo di aspirapolvere, veramente inguardabile, anche la stampigliatura della lettera E in carattere “antico”.

Tastiere in palissandro con Dots bianchi in plastica, manopole e coperture humbucker sono in plastica color cromato le meccaniche sono cromate e sembrano molto economiche, con questo strumento sono riusciti a fare il miracolo, costa pochissimo, è un bel prodottino di nicchia, potrebbe andar bene per dimensioni e peso (3 kg) anche ad un bambino, richiama l'attenzione dei nostalgici.

È il classico prodotto furbo che, quando andate a comprare in negozio le corde, mentre fate due chiacchiere, lo vedete, lo provate e per 200 euro nuovo lo portate a casa (e vi dimenticate di comprare le corde...).

Il suono da semiacustico quale è, considerata la qualità dei prodotti, non è poi così male, i volumi non sono elevati, suona ma non è molto definito, il tono interviene poco ma dà la tipica sonorità del basso scala 30, tipo Hofner diciamo ma un po' peggiore, nel senso che mentre l' Hofner ha un suo carattere abbastanza marcato ed anche un suo perché in quanto entrato nella storia come Beatles bass, questo è un po' più sconosciuto, non ha storia, è bruttarello e a livello sonoro non ha niente di speciale, intendiamoci se lo provate potresti rimanere comunque affascinati, ma anche attraverso un mixer potrebbe risultare del tutto anonimo oltre che neanche ben isolato, si sentono Infatti dei fruscii di fondo dovuti probabilmente all'uso di componentistica alquanto economica.

A discolpa del progetto c'è da dire che nuovo aveva un prezzo di vendita veramente basso per cui c'è poco da criticare, se lo si trova ad una cifra alquanto modesta può essere uno strumento interessante.

Ricordate: gli strumenti a scala corta di solito hanno corde di lunghezza ridotta perché sono più adatte e a volte specialmente in città piccole sono da ordinare (internet in questo caso aiuta anche se è sempre preferibile comprare nei negozi cittadini), il ponte mobile è poco pratico, se si sposta per qualche motivo bisogna ritrovare l'intonazione e il cambio delle corde è preferibile farlo una corda alla volta per non perdere la posizione del ponte.

Inoltre visti i materiali usati consiglierei di non mettere corde di scalatura grossa perché, a mio parere potreste trovare, con il tiraggio di corde, il manico spezzato.

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